Le età di Roma 2


3 serate e 6 lezioni di storia in piazza del Campidoglio per un’iniziativa promossa e realizzata dal Comune di Roma Assessorato alle Politiche Culturali e dagli Editori Laterza

Nelle serate di venerdì 5, sabato 6 e domenica 7 settembre 2008 la piazza michelangiolesca del Campidoglio ha ospitato “Lezioni di Storia. Le Età di Roma”. 6 grandi lezioni tenute da 6 grandi storici.
Andrea Carandini, Chiara Frugoni, Antonio Pinelli, Joseph Connors, Marco Fabio Apolloni, Vittorio Vidotto hanno evocato un’epoca di Roma attraverso un personaggio, una famiglia, una piazza, un palazzo.

Ogni sera a partire dalle ore 21 due lezioni magistrali della durata di circa un’ora, introdotte dal giornalista Paolo Conti, supportate in alcuni casi da contributi audiovisivi, ci hanno fatto fare un salto indietro nel tempo: dal passato più antico fino alla storia più recente.

Antonio Pinelli
L’età dell’oro. Agostino Chigi il Magnifico e gli splendori della Roma di Raffaello

Nei primissimi anni del ’500, il Rinascimento italiano tocca il suo apogeo, grazie alla felice congiuntura determinata dall’incontro tra le ambizioni universalistiche di papi come Giulio II Della Rovere (1503-13) e Leone X Medici (1513-20), che sognano di far rivivere, nel segno della Chiesa di Cristo, i fasti e l’immagine dominatrice dell’antica Roma caput mundi, e il vertiginoso talento di artisti come Bramante, Michelangelo e Raffaello, capaci di rendere tangibile e visibile questo sogno, elaborando un linguaggio architettonico e figurativo che non si limita ad imitare forme e contenuti dell’antichità classica, ma ambisce ad emularne l’elegante splendore e l’ineguagliata magnificenza. Seguendo l’esempio di Giulio II e di Leone X, Agostino Chigi il Magnifico, questa sorta di re Mida della finanza pontificia, profuse gran parte dei suoi denari in splendidi edifici, opere d’arte, banchetti e apparati festivi allietati da memorabili spettacoli teatrali, ingaggiando molti tra i massimi artisti del suo tempo: dal conterraneo Baldassarre Peruzzi a Raffaello, da Sebastiano del Piombo, che egli stesso convinse a spostarsi definitivamente da Venezia a Roma, al Sodoma e allo scultore fiorentino Lorenzetto, per limitarsi a coloro cui affidò gli incarichi di maggior impegno e prestigio. Agostino Chigi, l’unico committente laico in grado di gareggiare in munificenza artistica con i più potenti tra i cardinali e con la stessa corte papale, fu uno dei grandi protagonisti di quest’età dell’oro, tanto ricca e feconda da forgiare un linguaggio artistico destinato ad imporsi come modello supremo per i secoli a venire, ma anche così spensierata da ignorare le nere nuvole scismatiche che si andavano addensando.

Antonio Pinelli insegna Storia dell’Arte Moderna all’Università di Firenze. Dirige la rivista specialistica “Ricerche di Storia dell’Arte”. È noto al grande pubblico per i suoi articoli sulla pagina culturale di “Repubblica”. Con Laterza ha pubblicato La bellezza impura. Arte e politica nell’Italia del Rinascimento (2004) e Roma del Rinascimento (2007).

Joseph Connors
L’età barocca. Piazza Navona, giochi greci, geroglifici egiziani e potere papale

Tra il 1644 e il 1670 Piazza Navona assunse nuova forma e, da antico stadio in rovina, divenne la più leggendaria piazza romana. Bernini, Cortona e Borromini, insieme ai Rainaldi (Girolamo e Carlo), costruirono un palazzo che vantava un’infilata di stanze talmente lunga che era possibile sperimentarvi i cannocchiali, una galleria con i più bei cicli di affreschi barocchi, una fontana maestosa che celebrava i quattro grandi fiumi del mondo cristiano e una chiesa che aveva una delle cupole più alte di Roma. Nessun altro spazio urbano di Roma rivela altrettanto chiaramente le ossessioni barocche per la dinastia e per il destino. Millenaria per storia e globale per pubblico, Piazza Navona divenne un palcoscenico in cui si rappresentava il dramma di un martirio avvenuto agli inizi del cristianesimo, si esaltavano le origini etrusche, si decifravano geroglifici egiziani, si esplorava il più profondo mondo sotterraneo e Virgilio veniva allegorizzato per dare ascendenze mitologiche a una famiglia di provincia che la roulette del conclave aveva improvvisamente catapultato al potere.

Joseph Connors è tra i più importanti specialisti dell’architettura della Roma barocca e rinascimentale e dell’opera di Borromini Ha insegnato all’Università di Chicago e alla Columbia University e ha diretto la American Academy di Roma. Direttore di Villa I Tatti, il prestigioso Centro dell’Università di Harvard per lo studio del Rinascimento italiano a Settignano (Firenze) fondato da Bernard Berenson, insegna Storia dell’Arte e dell’Architettura a Harvard. Ha pubblicato con Laterza Alleanze e inimicizie. L’urbanistica di Roma barocca (2005).
Testo e immagine tratti dal sito dell’iniziativa

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Link alle altre serate in questo stesso blog:
Le età di Roma 1
Le età di Roma 3

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